Per un giorno Volterra ha dimenticato la sua natura di roccaforte solitaria.
di Simone Stanislai
Per un giorno Volterra ha dimenticato la sua natura di roccaforte solitaria e a tratti diffidente e si è affacciata sul mondo. Il suo macigno è stato lambito dagli oceani, le sue balze che come un morso l'addentano alla schiena sono state sfiorate dalle sabbie dei deserti. A mescolarsi al suo respiro millenario sono stati i venti di simun, le nebbie della taiga, le luci d'oro delle albe d'oriente.Le sue valli hanno accolto i fiumi e le cascate più grandiose e le più segrete, a portata di sguardo la savana dove predatori e prede continuano a prestar fede alle leggi di natura. E poi uomini e donne d'ogni razza e civiltà , mondi incredibilmente distanti d'un tratto mirabilmente vicini..
The Althani Award For Photography 2007, ecco a chi va il merito di questo suggestivo quanto surreale scenario. Nella splendida cornice del Centro Studi Santa Maria Maddalena, un folto pubblico, tra cui era facile scorgere fotografi di fama internazionale ma anche instancabili appassionati, ha preso parte alla cerimonia di inaugurazione dell'esposizione fotografica relativa al prestigioso premio internazionale "Al-Thani Award", voluto dallo sceicco del Qatar Saoud Bin Mohammed Bin Ali Al- Thani e promosso dal Dr Chris Hinterobermaier, arrivato a Volterra da Kiev (dove veniva inaugurata un'altra esposizione) per l'occasione.
Ai saluti di rito del presidente della sezione locale del Gruppo Italiano Amici della Natura, Mario Cari, hanno fatto seguito gli interventi dell'assessore alla cultura Alesssadro Togoli e i saluti e i ringraziamenti dei rappresentanti della Cassa di Risparmio di Volterra e della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, istituzioni che hanno fornito un fondamentale e imprescindibile aiuto per la realizzazione della manifestazione. Riccardo Busi, presidente della Federazione Internazionale Arti Fotografiche e Giorgio Tani, presidente onorario della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, ai quali si deve il merito di aver svolto un ruolo di primo piano nel veicolare a Volterra l'esposizione del prestigioso premio, hanno poi adeguatamente sottolineato la rilevanza dell'evento e l'altissima qualità delle opere esposte, elogiando il Gruppo Fotografico G.I.A.N di Volterra per la perfetta organizzazione e per aver sempre ripagato appieno la fiducia accordatagli. Lo stesso Dr. Hinterobermaier ha sottlineato più volte la soddisfazione provata nel vedere ospitate le immagini che tanto ha a cuore in una città così magica, non chè quella scaturita dal constatare il gran numero di fotografi accorsi da ogni parte d'Italia (e in qualche caso anche d'Europa) per ammirarle. Al Gruppo Fotografico ha espresso tutta la sua stima, rimanendo piacevolmente stupito dal fatto che poche ma preparate e volenterose persone fossero riuscite ad organizzare un evento impeccabile che nulla ha da invidiare alle precedenti e forse più blasonate esposizioni europee. Tutto l'auditorio ha potuto cogliere l'importanza delle parole espresse grazie alla perfetta traduzione di Eva, che per tutta la durata della conferenza ha riportato i discorsi degli intervenuti dall'italiano in inglese e dal tedesco in italiano per l'eterogenea platea.
Ma non erano certo le parole a dover fare da regine all'incontro: nel maxischermo montato per l'occasione, sopraggiunto il silenzio, sono state le immagini a tramutarsi in incanto. Il proiettore ad altissima qualità, sotto la regia tecnica di Alfred , curatore anche del montaggio, per 45 minuti ha materializzato sul telo bianco i capolavori che hanno avuto ragione dell'ardua selezione effettuata sulle 46mila foto pervenute al concorso da tutto il mondo. Scanditi, incalzati o cullati dalle musiche, quegli attimi che tanto sapientemente i fotografi sono riusciti a cogliere, hanno emozionato sinceramente l'auditorio, che neanche si è reso conto dello scorrere del tempo. E davvero si è avuta l'impressione che Volterra avesse perso i suoi confini e disteso le sue radici in tutta la bellezza del nostro pianeta che sempre più spesso, purtroppo, con tanta disinvoltura viene sfacciatamente messa in pericolo. Questa volta è stata lei ad aver ragione sulla bramosia e l'insolenza degli uomini e dalle immagini che rischiaravano la sala univocamente traspariva un'interpretazione magistrale di stupore e gratitudine per tutto ciò che ci circonda.
Uno scroscio ininterrotto di applausi ha fatto seguito all'ultimo fotogramma e in tutti i presenti si è fatta largo la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di unico. Il Dr. Hinterobermaier veniva quindi omaggiato con una splendida testa di cavallo, frutto della perizia artistica di Daniele Boldrini, che per una fortunata coincidenza, diveniva il pendant in alabastro dell'ultima immagine dello slideshow, la silhouette di un cavallo rampante e del suo addestratore nella luce del tramonto, dall'emblematico titolo "Struggling for Freedom" (Lottando per la Libertà ). Riccardo Busi riceveva invece quella che ormai è divenuta il simbolo di Volterra, un'Ombra della Sera di Spartaco Montagnani.
L'entusiasta messe di intervenuti poteva dunque spostarsi presso le Logge di Palazzo Pretorio, in una Piazza dei Priori dai colori medievali per le kermesse in programma, per inaugurare la mostra. Qui, nei locali nottetempo ridipinti e preparati al meglio dagli infaticabili allestitori del G.I.A.N, hanno potuto ammirare dal vivo una selezione di quasi 100 fotografie alle quali il grande formato e il supporto scelto rendevano pienamente giustizia. Ad accompagnare le immagini, in un felice connubio, le stupende opere in alabastro del Simposio Internazionale di Scultura 2007, emblema del dialogo possibile tra culture e religioni attraverso l'arte e dunque perfetto trais d'union con le fotografie.